Cioce con le ali

Periodico dell’Associazione Oltre L’Occidente

SIFCULTURA

sistema integrato di servizi culturali, riconosciuto regionalmente, in provincia di Frosinone, che comprende musei, archivi e biblioteche.

OLTRE L'OCCIDENTE

Biblioteca aperta al pubblico nel 2015, trasformata nel 2017 in biblioteca di interesse locale nell’ambito della Organizzazione Bibliotecaria Regionale, nel Sistema SBN – Polo RL1.

Periodico dell’Associazione Oltre L’occidente

Mediazione linguistico-culturale e didattica inclusiva

Ivan Di Santo, Tesina Rete Scuolemigranti e MSNA: laboratorio di didattica ludica e didattica per task.

UNIVERSITA’ PER STRANIERI DI SIENA, Anno Accademico  2023-2024

 Premessa. Lo scorso anno abbiamo assistito all’arrivo sulle nostre coste meridionali (punto di approdo più frequente è l’isola di Lampedusa) di uomini, donne con i propri figli e giovanissimi soli, provenienti dalle coste dell’Africa del nord e con punto di partenza principale la Tunisia e la Libia (vedi il fenomeno del traffico di migranti). Persone in viaggio o in fuga da diversi paesi sia del continente africano che di quello asiatico. Il sistema dell’accoglienza italiano, già sotto pressione per gli eventi bellici scoppiati in Europa, ha cercato di reggere questa ulteriore spinta proveniente dal Mar Mediterraneo (senza dimenticare, poi, la rotta balcanica). Per il nostro sistema educativo e per quello che riguarda la realtà della Rete Scuolemigranti del Lazio, che uscivano in qualche modo stravolte dall’esperienza del periodo del Covid, si è cercato di fare il massimo per non lasciare nessuno “fuori” dalle classi.

Introduzione. Nel corso del laboratorio didattico-linguistico attivato agli inizi di questo anno dall’Associazione culturale Oltre Occidente della mia città, Frosinone, nonostante i corsi di lingua italiana per stranieri fossero già partiti con classi formate da adulti e giovani-adulti, si è riusciti, con un grande sforzo organizzativo, ad accogliere e formare anche una classe di minori stranieri non accompagnati (MSNA), ospiti di una casa-famiglia in un comune limitrofo.

Visto l’inserimento avvenuto nel corso del primo semestre, si è deciso di creare un progetto a parte da svolgere in giorni differenti rispetto alle classi frequentate dagli adulti e per poter avere a disposizione gli interi spazi della scuola-biblioteca potendo, così, dedicarsi a tempo pieno al giovanissimo pubblico accolto. La scelta, a distanza di tempo, si è rivelata giusta, vista la frequenza della biblioteca da parte dei ragazzi anche dopo la fine delle lezioni di lingua e il legame umano formatosi e poi rimasto nel tempo con gli studenti. Alcuni di loro, nel frattempo diventati maggiorenni, continuano a vedere la scuola e il desiderio di istruzione come un punto di riferimento fondamentale nel loro percorso di integrazione.

La Rete Scuolemigranti e i Minori stranieri non accompagnati (MSNA)

1.1. La Rete Scuolemigranti nel Lazio

La Rete Scuolemigranti riunisce le varie associazioni presenti sul territorio della regione Lazio. Ciascuna associazione si caratterizza per la propria storia, l’orientamento politico e ispirazione laica o religiosa ma tutte ugualmente impegnate nell’insegnamento gratuito dell’italiano a stranieri. Ad ogni realtà è lasciata la libertà di come operare in base alle risorse di cui dispone e ai legami intessuti nel contesto sociale locale. Le sedi dove si svolgono i corsi sono di vario tipo: biblioteca, centro sociale, parrocchia, casa del popolo, centro sportivo, istituto scolastico, ecc.

I dati ufficiali, ad oggi disponibili e consultabili nella pubblicazione annuale dell’Osservatorio sulle Migrazioni a Roma e nel Lazio, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS (ultimo disponibile – nel momento in cui si scrive – pubblicato nel giugno del 2024), riferiscono di una realtà che ha visto partecipare ai corsi di lingua italiana gratuiti offerti dalle varie associazioni, nel corso dell’anno 2022, un numero di studenti di poco inferiore ai 10.000 [Osservatorio sulle Migrazioni a Roma e nel Lazio – Diciannovesimo rapporto], La provincia di Roma e, particolarmente, Roma Capitale, registrano circa il 95% delle iscrizioni con la Comunità di Sant’Egidio che assorbe circa la metà degli iscritti.

1.2. Associazione culturale Oltre Occidente di Frosinone

Nella provincia di Frosinone, tra le associazioni che operano all’interno della Rete Scuolemigranti, troviamo Oltre Occidente che, secondo il bollettino sopra citato, nel corso dell’anno 2022 è stata l’unica realtà presente sul territorio ciociaro ad aver attivato, gratuitamente, corsi di lingua italiana per stranieri a 40 studenti.

L’associazione, presente nella città di Frosinone dal 1994, oltre all’attività su descritta offre vari servizi alla popolazione locale e il più importante è quello bibliotecario che conta un patrimonio documentario di circa 45.000 volumi tra testi, riviste, articoli stampa, audiovisivi, mostre e locandine. La sua specializzazione tende alle scienze sociali ma dispone anche di un fondo locale di circa 2.000 testi e una raccolta di rassegne stampa di alcuni quotidiani dal 1994 ad oggi. La scuola di italiano per migranti è stata portata avanti nel tempo, solo ed esclusivamente, dal lavoro volontario degli insegnanti e tirocinanti che si sono susseguiti nel corso degli anni.

1.3. MSNA nel Lazio e nella provincia di Frosinone

Se alla fine del 2022 circa il 25% degli oltre 20.000 minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro sistema di accoglienza italiano erano di origine ucraina, nel corso dell’anno 2023, con la ripresa degli sbarchi, si è registrato un incremento dei minori provenienti, principalmente, dai seguenti paesi: Egitto, Tunisia, Gambia, Guinea, Costa d’Avorio e Mali.

Nel Lazio, a fine anno 2023, sugli oltre 23.000 minori registrati sul territorio nazionale si osservava una presenza pari al 5,9% quindi 1.363 presenze: la nazionalità maggiormente rappresentata era quella egiziana e il fenomeno ora si caratterizzava per una presenza marcatamente di carattere maschile [Osservatorio sulle Migrazioni a Roma e nel Lazio – Diciannovesimo rapporto]. Nella provincia di Frosinone risultavano presenti 222 minori provenienti, prevalentemente, dai seguenti paesi: Egitto, Tunisia e Ucraina .

2.Il laboratorio didattico-linguistico per i minori stranieri non accompagnati

2.1. La classe

Il laboratorio linguistico dedicato ai ragazzi minori si è svolto nei mesi scorsi, tra Aprile e Maggio, con una durata complessiva di 25 ore. Al primo incontro con i nuovi studenti, accompagnati nell’occasione dalla loro educatrice della casa-famiglia di accoglienza, sono state raccolte le loro informazioni personali e si è cercato di stabilire quanto sarebbe stato possibile inserirli in una sola classe dato il loro livello di conoscenza della lingua italiana.

Definito il gruppo e stabilito il calendario delle lezioni – due incontri settimanali, al mattino, della durata di 2 ore per i rimanenti mesi del semestre – la classe si presentava in questo modo: ogni ragazzo affermava di avere appena terminato di frequentare la scuola presso il C.P.I.A. della città di Frosinone e di aver conseguito, in circa 6 mesi, la licenza di scuola media inferiore. Il gruppo classe, inoltre, risultava esattamente diviso a metà tra studenti provenienti dalla Guinea – parlanti ciascuno un dialetto diverso – che affermavano di aver studiato a scuola nel loro paese la lingua francese e l’altra metà proveniente dai paesi del Magreb (Tunisia ed Egitto) che si definivano di lingua madre araba e ciascuno parlante la propria lingua nazionale.

2.2. Esempio di didattica ludica: il gioco dei dadi

Si è deciso di iniziare, sia per prendere confidenza con la nuova classe ma anche per poter catturare l’attenzione e stimolare la motivazione dei ragazzi, con un’attività didattica di carattere ludico e diversa da quelle già presentate durante il loro corso di studi frequentato al C.P.L.A..

La prima attività didattica aveva come soggetto e oggetto il gioco dei dadi. Il primo testo scelto descriveva la storia dei dadi e, nello specifico, la loro nascita, il loro materiale di composizione e le mutazioni avvenute nel corso del tempo. La comprensione e l’analisi del testo ha permesso, principalmente, di acquisire il lessico utile per la fase successiva del gioco (partecipanti, regole, scopo, ecc.) ma, soprattutto, di ripassare i verbi al tempo passato. Il testo, quindi, non solo è stato oggetto di didattizzazione ma anche una guida utile per costruire materialmente in classe dei prototipi di dadi utilizzati nei tempi antichi. Come attività finale è stato richiesto agli studenti, divisi in due gruppi secondo il criterio della loro L1 di prima alfabetizzazione o istruzione, di proporre alla classe un nuovo gioco dei dadi presentando, però, almeno due varianti alle regole di gioco già comprese nella lettura del testo presentato in precedenza.

Consapevoli del fatto di quanto sia importante favorire la collaborazione e la condivisione nell’apprendimento e che anche facendo si possa imparare, si è lasciata la libertà agli studenti di utilizzare durante il lavoro di gruppo la lingua di maggiore contatto con i compagni ma con la consegna del compito finale obbligatoriamente in lingua italiana. Alla fine del lavoro ciascun gruppo ha proposto e presentato il suo nuovo gioco ed è seguita la messa in pratica con tanto di lancio dei dadi e premiazione del vincitore. Questa prima parte del laboratorio ha permesso agli studenti di scoprire un nuovo modo di stare in classe e un “altro” modo di apprendere la lingua italiana.

2.3. Esempio di didattica per task: il Curriculum vitae

Tenendo conto dei bisogni espressi dagli studenti e del loro desiderio di essere un giorno autonomi e indipendenti trovando un lavoro, unico modo anche per aiutare le loro famiglie di origine, si è deciso di dedicare tutte le ore rimanenti del laboratorio alla scrittura e alla presentazione del proprio curriculum vitae.

Utilizzando uno dei manuali presenti nella biblioteca e ulteriori risorse trovate nel web, si è impostato un lungo lavoro volto alla comprensione e all’apprendimento del lessico utile, necessario sia per descrivere il mondo del lavoro e sia per poter redigere il proprio CV.

Le fasi di preparazione e quella della stesura finale del documento sono state scandite dal racconto personale di ogni studente circa la propria vita scolastico-formativa ma anche lavorativa nonostante la giovane età. Per alcuni di loro il “viaggio” è durato anche diversi anni e nel frattempo è stato per loro necessario imparare nuovi linguaggi e nuovi mestieri.

Se il desiderio di lavorare alla compilazione del proprio curriculum in un primo momento sembrava avere un fine prettamente utilitaristico, si è, invece, trasformato in un momento di riflessione sul cammino percorso e le scelte fatte fino a quel momento, un momento di confronto tra la propria situazione di “prima” e quella del “dopo” rispetto all’arrivo in Italia e, soprattutto, su quello che sarà il domani (il compimento dei 18 anni, l’uscita dalla casa-famiglia, l’attesa della convocazione da parte della commissione). L’obiettivo da raggiungere era quello di realizzare il proprio CV rispettando il modello Europass così, oltre alle competenze linguistiche, è stato necessario mettere in pratica anche quelle informatico-digitali. Ogni studente, tramite il proprio smartphone, ha dovuto creare e registrare il proprio profilo sul sito di Europass* e inserire le informazioni richieste.

Come già fatto nella prima attività del laboratorio, si è lasciata la libertà di selezionare sul sito-web di Europass la lingua che ogni studente sentiva più “comoda” sempre, però, consapevoli del fatto che il risultato finale era la presentazione del proprio CV in Italia e, quindi, in lingua italiana. Questa volta il lavoro è stato svolto dal gruppo classe nel suo intero affinché la collaborazione tra tutti fosse vissuta come una risorsa in più e non una mera competizione. Il fatto che alcune esperienze formative fossero comuni a tutta la classe (la frequenza appena terminata del C.P.LA. e la frequenza attuale di un corso di formazione professionale) ha permesso che il lavoro di gruppo non si disperdesse dietro ogni singola richiesta o esigenza ma che fosse gestito in modo collettivo.

L’utilizzo in classe del proprio smartphone, oltre ad aver facilitato la gestione del tempo consentendo di portare avanti il lavoro in modo simultaneo, è stato anche un modo per far comprendere agli studenti l’utilità dello strumento anche per fini non esclusivamente legati all’uso dei social e del gioco e, soprattutto, un momento di riflessione circa le proprie effettive competenze digitali.

L’attività didattica è quindi terminata nel salvataggio in formato PDF della versione del proprio CV e la successiva stampa a colori. Ogni studente ha poi riposto, con grande cura, la stampa tra i propri documenti (permesso di soggiorno, dichiarazione della casa-famiglia di appartenenza, ecc.) che sempre lo accompagnano nei vari spostamenti giornalieri.

Conclusioni. A livello personale è stata la mia prima esperienza con una classe di studenti minori stranieri non accompagnati. Il tempo trascorso in classe è stato per me molto utile perché mi ha permesso di sperimentare attività che, prima di allora, non avevo avuto modo di svolgere con un pubblico adulto.

E’ stato, inoltre, anche un momento di profonda riflessione personale sulla condizione dei tanti minori presenti oggi in Italia e nella mia provincia: ragazzi giovanissimi ora senza una famiglia al loro fianco ma accompagnati da altri ragazzi con i quali condividono la loro nuova esperienza di vita.

La consegna finale degli attestati di partecipazione con l’annotazione della percentuale di frequenza alle lezioni da parte degli studenti misurata tra l’80% e il 100% è stata la dimostrazione che le scelte fatte sono andate nella giusta direzione.

La continuità nella frequenza delle lezioni da parte dei ragazzi, raggiunta grazie al loro impegno e alla loro motivazione, è stata maggiore rispetto alle difficoltà materiali che hanno dovuto incontrare nel recarsi settimanalmente a scuola: il viaggio, di buon mattino, dalla città di residenza della casa-famiglia alla sede della scuola non è stato vissuto come un sacrificio ma come un piacere.